"Gelli Lelio (scultore)"
  • Livello
  • unità archivistica
  • Numero definitivo
  • 842
  • Data
  • 20 agosto 1930 - 17 dicembre 1962
  • Soggetto produttore
  • Ojetti Ugo
  • Consistenza
  • docc.: 149 , cc.: 152
  • Descrizione
  • lettere manoscritte, lettere dattiloscritte, biglietti, cartoline, copia di verbale dattiloscritto, invito
  • Contenuto
  • L'attività di Gelli scultore sarà sempre accompagnata da quella di docente presso istituti d'arte, prima a Firenze e poi a Napoli, sua destinazione definitiva. Nel carteggio sono presenti numerosi rimandi alle Biennali di Venezia e alle Quadriennali di Roma; Gelli compare a volte come partecipante, altre lamenta l'esclusione dagli importanti circuiti espositivi. Interessante la partecipazione dello scultore all'Esposizione Internazionale di Parigi del 1937 con un bassorilievo che doveva adornare il giardino d'onore del Padiglione italiano. In un foglio non datato ne' firmato compare quello che possiamo ipotizzare, sulla base di un esame comparativo calligrafico, come l'elenco di undici opere dello scultore. Vengono indicati i nomi delle opere, il materiale, il luogo ed anno di esposizione ed eventuali premi ricevuti. In una lettera datata e firmata, Gelli ringrazia Ojetti, che aveva fatto parte della Commissione giudicatrice della Galleria d'arte moderna che aveva acquistato un busto di fanciulla dello scultore.
    Alla copia del verbale della commissione giudicatrice del III° Concorso di scultura Legato Bovio dell'Accademia Cignaroli di Verona è stata incollata parte di quello che si ipotizza essere il bando del concorso. Lo scultore fa partecipe Ojetti, che appare come mecenate del pittore, dell'esito negativo del concorso chiedendo consigli su un eventuale ricorso da intentare. Molte lettere contengono richieste di suggerimenti sulla composizione delle opere; vengono infatti allegate fotografie dei bozzetti, delle opere in fieri e dei particolari (le foto non sono presenti nel carteggio). Nel maggio del 1938 si tiene nella "Galleria di Roma" l'inaugurazione di una esposizione di Gelli alla presenza del ministro dell'educazione nazionale Bottai. In quell'occasione Roberto Papini si dice intenzionato all'acquisto di un'opera non meglio identificata dello scultore per la Galleria d'arte moderna. In una lettera dattiloscritta del gennaio del 1938 si rende nota la nomina di Gelli a titolare della cattedra di plastica del R. Istituto d'arte di Napoli firmata da Bottai. La nomina arriva probabilmente per intercessione di Ojetti, che si adopera per il trasferimento dall'Istituto d'arte di Firenze, dove Gelli occupa un posto provvisorio, verso una sede definitiva. Nell'estate del 1939 c'è la chiamata alle armi; lo scultore viene mandato a Tripoli, ma già a novembre, nuovamente grazie all'intercessione di Ojetti, riceve una licenza illimitata e può tornare a Napoli. In una lettera del novembre 1940 Gelli richiede l'aiuto del suo mecenate per il pagamento di una statua non meglio identificata che si trova da due anni e mezzo nella Galleria nazionale d'arte moderna e per la quale era stato pattuito un compenso di 9.000 Lire. Si può ipotizzare che l'opera di cui si fa riferimento sia la stessa per la quale si era interessato Papini nel 1938 in occasione dell'inaugurazione della mostra alla "Galleria di Roma" [ma nessuna opera di Lelio Gelli è presente nella collezione della GNAM]. Tra il '44 e il '45 lo studio napoletano di Gelli viene seriamente danneggiato, quindici anni di lavori vanno perduti. Nel carteggio sono contenute diverse cartoline che riportano le foto di alcune opere dello scultore, importante testimonianza; in alcune di queste viene indicata anche la collocazione delle stesse e gli eventuali premi ricevuti.
  • Unità di conservazione
    • tipo / valore Cassetta 35
    • Collocazione deposito fondi storici
    • Note Una lettera dattiloscritta su carta intestata del Governo generale della Libia è presente nel carteggio. Si trovano anche numerose lettere su carta intestata sia del Regio Istituto d'arte di Firenze che di Napoli.