"Giglioli Quirino (archeologo)"
  • Livello
  • unità archivistica
  • Numero definitivo
  • 870
  • Data
  • 3 giugno 1920 - 25 ottobre 1937
  • Soggetto produttore
  • Ojetti Ugo
  • Consistenza
  • docc.: 41 , cc.: 53
  • Descrizione
  • lettere manoscritte, biglietti, cartoline, telegrammi, documenti dattiloscritti, ritaglio di giornale, partecipazione
  • Contenuto
  • Un documento dattiloscritto senza data ne' firma, il "Cursus Honorum di Giulio Quirino Giglioli", sembra essere ispirato da una notevole vena satirica e dissacratoria nei confronti della professionalità dello studioso, criticato duramente per la grave mancanza di preparazione e ciononostante protagonosta di una brillante carrira. Un altro documento dattiloscritto, privo di data e firma, caratterizzato dallo stesso spirito mordacemente critico, è rappresentato dai " Fioretti da l'Arte etrusca di G.Q. Giglioli, società editrice d'arte illustrata, Roma 1927". Si tratta di un commento denigratorio delle frasi più eloquenti dell'unica opera dell'archeologo, peraltro scritta con il suo collaboratore Pericle Ducati, che per sua fortuna aveva firmato singolarmente i capitoli da lui curati.
    Le lettere scritte da Giglioli ad Ojetti sono incentrate sulla possibile pubblicazione di aricoli dell'archeologo su Dedalo o su Pan; in molte missive si parla di una pubblicazione riguardante i vasi greci del Museo nazionale di Villa Giulia, dove G. lavora in qualità di ispettore delle Belle arti. Dalla Regia scuola archeologica italiana di Atene, Giglioli, di ritorno dall'Attica meridionale, scrive entusiasta di tanti pezzi inediti trovati, di cui non esistono riproduzioni; sarebbe importante che il fotografo di Alinari o Carboni ne scattasse delle copie. Al ritorno a Roma l'archeologo promette di mandare un'illustrazione di alcuni vasi inediti della collezione Castellani. L'archeologo, rispetto al suo articolo pubblicato su Dedalo, scrive una serie di errori di stampa causati dalla mancata correzione delle bozze (Giglioli era già in viaggio per la Grecia). Nel ritaglio di giornale è contenuto il lungo articolo su "La villa dei misteri, e le sue pitture romane", firmato da Giglioli sullo scavo completo della villa eseguito da Maiuri
    tra il 1929 e il 1930; l'articolo presenta il volume inerente la villa pompeiana. Nel '35 l'archeologo comunica la pubblicazione del suo volume sull'arte etrusca, edito da Treves e richiede ad Ojetti la recensione del suo libro sul Corriere della sera. L'ultimo documento riguarda la comunicazione del matrimonio di Giglioli con Maria Teresa Pozzi, per il 30 luglio del 1938.
  • Unità di conservazione
    • tipo / valore Cassetta 36
    • Collocazione deposito fondi storici
    • Note Numerose lettere e biglietti sono stati scritti su carta intenstata del Museo nazionale di Villa Giulia e della Regia sovrintendenza ai musei e agli scavi di Roma. Due missive sono state stilate su carta intestata della Mostra augustea della romanità, Museo dell'Impero romano - Istituto di studi romani. Il nome completo dell'archeologo risulta essere Giulio Quirino Giglioli. Sulla cartella, accanto al titolo battuto a macchina, vi è un aggiunta a penna che riporta il nome Giulio.