"Corcos Rotigliano Emma [scrittrice]"
  • Livello
  • unità archivistica
  • Numero definitivo
  • 800
  • Data
  • [1907] - 25 novembre 1933
  • Soggetto produttore
  • Ojetti Ugo
  • Consistenza
  • docc.: 78 , cc.: 113
  • Descrizione
  • lettere, telegramma, biglietto da visita, cartoline, ritagli stampa, biglietti, busta
  • Contenuto
  • Corrispondenza di Emma Corcos Rotigliano a Fernanda, Paola e Ugo Ojetti:
    cinquantatre lettere, nove biglietti, sei cartoline postali, due cartoline, un biglietto da visita, due ritagli stampa, una busta da lettera, un telegramma, una poesia in allegato ad un biglietto, due fogli con la trascrizione di alcune lettere scritte da Ojetti ad Emma, una lettera di Ojetti scritta su una precedente, di un altro corrispondente, il segretario del Sindaco di Firenze. Trentuno lettere, otto biglietti, cinque cartoline postali e le due cartoline sono indirizzate a Fernanda, venti lettere ed un biglietto sono indirizzati ad Ojetti; una lettera è indirizzata ad entrambi, con gli auguri per le nozze d'argento dei coniugi Ojetti, un biglietto da visita con annotazioni, un biglietto di ringraziamento sono senza destinatario; una lettera è indirizzata a Paola.
    Tutte le lettere hanno un tono molto confidenziale e affettuoso.
    In una lettera (datata 7 luglio 1916) si parla della morte del "Pimpi" (suo figlio) in guerra, in altre, con toni toccanti e poetici, di quanto sia grande la sofferenza per l'accaduto. Racconta del marito Vittorio e degli altri figli: la Memmi, L'Ada, la Bisa (Maria Luisa), Francesco ed Edoardo.
    Molte delle lettere a Ojetti non possiedono data, alcune trattano di argomenti di tipo personale e familiare. In una si racconta della figlia illegittima di Telemaco Signorini, del suo allontanamento nel momento della morte di lui da parte del fratello di Signorini. In due lettere Emma si difende da un pettegolezzo che la riguarda, al quale Ojetti ha evidentemente creduto.
    In un gruppo di lettere, in prevalenza inviate ad Ojetti, si fa spesso riferimento agli scritti di Emma pubblicati col suo aiuto, alle conferenze che lei organizza, in cui vengono lette opere letterarie e venduti dei "biglietti" per beneficenza. Ne cita in particolare una con Di Giacomo (che sembra non concretizzarsi), altre con il Barbarani (1908) e con Ferdinando Martini; del Comitato nomina la Marchesa Adele Alfieri e la contessa di Frassineto.
    In allegato (presumibilmente ad un biglietto senza data) è spedita una poesia intitolata "Neve" di cui è autrice.
    Cita anche Fucini, Morelli, Ferdinando Martini, la contessa Guicciardini, i frati scolopi come Pietrobono con cui riferisce di avere una folta corrispondenza, Isidoro Del Lungo.
    A volte inserisce novelle o poesie nelle lettere a Fernanda, racconta del suo lavoro, dei racconti mandati a Bemporad (..."che me li rimandò con una melliflua lettera che voleva addolcire il rifiuto."), Mondadori ("che ora non si fa più vivo"), il Corriere dei Piccoli e Silvio Spaventa [Filippi] (...perchè Silvio Spaventa ...accettava i miei raccontini e ora il nuovo direttore mi respinge i manoscritti.), del Corriere della Sera e di Albertini per una presunta collaborazione (lett. ad Albertini dat. 6/04/1922). Ojetti infatti le propone di pubblicare alcune sue lettere nella rubrica "Fatti e commenti".
    In allegato (presumibilmente ad un biglietto senza data) è spedita una poesia intitolata "Neve" di cui è autrice.
    In una lettera (23 agosto 1929) a Fernanda racconta alcuni aneddoti della sua infanzia,che le sono tornati alla mente nel visitare i luoghi in cui è cresciuta "con le sorelle che non sono sorelle" (questo vero e proprio epiteto è ripetuto più volte). Sulla stessa lettera è incollato un ritaglio di stampa che riporta la poesia, scritta qualche anno prima per la cappella della Madonna dell'Erta; proprio durante la sua visita è stata riconosciuta come "poetessa".
  • Unità di conservazione
    • tipo / valore Cassetta 29
    • Collocazione deposito fondi storici
    • Note Tre lettere e due biglietti e la busta da lettera sono bordati di nero a lutto. Una cartolina ha per soggetto un disegno eseguito a mano da Pimpi. Una lettera è scritta su carta intestata "Grand Hotel Quisiana, Capri".
  • Immagini