Anton Giulio Bragaglia
  • Livello
  • fondo
  • Descrizione fisica
  • La consistenza è stata individuata in 172 metri lineari di documentazione (di cui 110 di biblioteca) e lo stato di arrivo è stato giudicato discreto
  • Soggetto conservatore
  • Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea
  • Soggetto produttore
  • Bragaglia Anton Giulio
  • Storia istituzionale
  • Anton Giulio Bragaglia nasce l'11 febbraio 1890 a Frosinone da una famiglia con un illustre passato: la madre Maria è infatti discendente dei Visconti romani, che include Giambattista, Ennio Quirino e Pietro Ercole, un legame che Bragaglia sente profondamente e che indirizza i suoi interessi, da cui il suo soprannome di "archeologo futurista". Il padre Francesco è invece un ingegnere ciociaro con due zii preti, uno dei quali abate e rettore del seminario di Sessa Aurunca, dove il giovane Anton Giulio viene mandato per proseguire la sua educazione una volta finite le scuole elementari. Intanto sono nati i fratelli Arturo, Carlo Ludovico, Alberto e Bianca e nel 1903 la famiglia si trasferisce a Roma per permettere anche agli altri figli di continuare l'educazione scolastica. Pochi anni dopo Francesco viene nominato direttore generale amministrativo degli stabilimenti Cines, di proprietà di un parente di Maria, e i giovani Bragaglia iniziano a frequentare l'ambiente cinematografico. Nei periodi estivi tornano però nel loro palazzo di Frosinone e da lì esplorano insieme la Ciociaria in bicicletta. Anche dopo aver lasciato la casa paterna i rapporti con i fratelli continuano ad essere stretti: accompagnato da Arturo e Carlo Ludovico, si avvicina ai circoli intellettuali romani, frequentando il Caffè Aragno e avviando la sua carriera giornalistica. Diventa redattore-capo della rivista «Fronte Interno», che gli permette di essere esonerato dalla leva per la Prima Guerra Mondiale, mentre i fratelli Arturo e Carlo Ludovico sono costretti a partire per il fronte. Intanto fonda due riviste culturali, «La Ruota» nel 1915 e «Cronache d'Attualità» nel 1916, a cui collaborano, per citarne solo alcuni: Gabriele D'Annunzio, Grazia Deledda, Luigi Pirandello, Giorgio de Chirico, Filippo De Pisis, Matilde Serao, Filippo Tommaso Marinetti. L'«Index rerum virorumque prohibitorum» nasce come appendice alle «Cronache d'Attualità» e raccoglie sfottetti da e contro i personaggi più in vista dell'epoca, incluso Bragaglia stesso. Nel 1916 fonda assieme ad Emidio De Medio la Novissima Film, una casa di produzione cinematografica, con l'intenzione di creare film d'avanguardia. Il primo è Il mio cadavere, tratto da un romanzo di Francesco Mastriani e considerato "quasi un horror film", ed ha tra gli interpreti Nello Carotenuto, Ida Querio, Federica Prola e Mario Parpagnoli. Viene pesantemente censurato ma Bragaglia non si scoraggia e gira Il perfido incanto, un "dramma di moderna magia". Il soggetto è fatto in collaborazione con De Medio e la sceneggiatura insieme a Riccardo Cassano, che funge anche da aiuto regista, mentre le scenografie sono di Enrico Prampolini. Torna Nello Carotenuto, stavolta accompagnato da Thais Galitzky ed Ileana Leonidov. Subito dopo cura la regia di Thais, nuovamente con l'attrice Thais Galitzky e scenografie di Prampolini. Programma anche un film basato sul romanzo Si gira… ovvero Quaderni di Serafino Gubbio operatore di Pirandello, ma il progetto presto sfuma, forse anche a causa dell'insuccesso economico delle pellicole precedenti. Il 4 ottobre 1918, presentando una mostra personale di Balla, viene inaugurata in via Condotti numero 21 la Casa d'Arte Bragaglia. Questo polo culturale rappresenta fin dai primi giorni un centro di vivo fermento e circolazione di idee, spesso anche in violento contrasto tra loro come accade per esempio tra i futuristi della fazione politica e quelli della fazione artistica; ma lo scambio che si viene a creare, pur sanguinoso, è la chiave per "entrare in contatto con la profondità della vita e per uscire dall'isolamento". In quegli anni "tutti i movimenti rivoluzionari facevano capo alla nostra Casa d'Arte, che ospitava tutti gli ismi, cominciando dal vecchio Futurismo, per finire al neonato Dadaismo", Bragaglia allestisce mostre dei "più arditi pittori futuristi, astrattisti, impressionisti e metafisici". Questa appassionata ed appassionante effervescenza culturale, come racconta lo stesso Bragaglia, comporta oltre alla vivacità trascinante delle elaborazioni intellettuali, le lamentele del padrone di casa "per il chiasso che i futuristi facevano nella nostra galleria e per le scale" ed anche il biasimo di tutto il vicinato che li qualificava come "anarchici". Questo induce Bragaglia a cercare spazi più ampi in cui collocarsi, ricerca che lo condurrà a fondare il Teatro Sperimentale degli Indipendenti. Dopo la chiusura dello stabile di via degli Avignonesi, Bragaglia apre a piazza Mignanelli una piccola galleria, il Bragaglia fuori commercio, per continuare le manifestazioni culturali e si cimenta nuovamente nel cinema, stavolta sonoro, con Vele ammainate, inizialmente intitolato Mare, ma anche questo si rivela un insuccesso. Il fratello Carlo Ludovico è aiuto regista, mentre il soggetto è di Aldo Vergano e tra gli interpreti figurano Carlo Fontana, Dria Paola, Otty Noceti ed Umberto Sacripante. Intanto con l'ascesa del fascismo Bragaglia si avvicina al potere politico, ricevendo la nomina di Consigliere Nazionale ed ottenendo la direzione del Teatro delle Arti, che gestisce dal 1937 al 1943. Conclusasi la Seconda Guerra Mondiale, Bragaglia riprende a lavorare come regista, stavolta di opere liriche, al Maggio Musicale Fiorentino, alla Fenice di Venezia, al San Carlo di Napoli e al Massimo di Palermo. Fonda il Piccolo Teatro del Ridotto a Venezia e il Piccolo Teatro a Bari. È regista di due cortometraggi per l'Istituto Luce, Cosenza Tirrenica e La Floridiana, entrambi del 1950. Continua il suo impegno per lo sviluppo dell'arte teatrale: viene invitato dall'UNESCO a rappresentare l'Italia ai convegni internazionali sul teatro e nel 1959 viene eletto Presidente dell'Associazione Nazionale Registi e Scenografi. Muore a Roma il 15 luglio 1960, anno anche delle sue ultime regie, al Teatro San Carlo di Napoli e al Teatro dell'Opera di Roma.(Testo preparato da Bianca Sofia Romaldi ed Elena Alexia Casagrande)
  • Storia archivistica
  • Il fondo, precedentemente depositato dagli eredi in due differenti zone della città di Roma per gravosi problemi di spazio, ha ritrovato nei locali della Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea la sua unità. Questa era stata persa in seguito al trasferimento della documentazione dagli spazi di via Lombardia di proprietà di Antonella Vigliani Bragaglia (figlia adottiva del regista e - fino alla sua morte avvenuta nel 2014 - unica erede spirituale e legale) dove era stata conservata per anni e, per un certo lasso di tempo, data in consultazione nell'ambito delle attività del Centro studi Bragaglia.
  • Modalità di acquisizione
  • Il fondo archivistico giunge nei depositi della Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea all'inizio del 2019. La formula contrattuale scelta è mista tra donazione e convenzione di comodato.
  • Contenuto
  • Il ventaglio delle tipologie presenti è davvero ampio: una corposa sezione di rassegna stampa (di cui una parte, meglio strutturata, prodotta dal Centro studi); corrispondenza personale di Anton Giulio Bragaglia (ordinata cronologicamente), cui si affianca una sezione di corrispondenza prodotta dalla figlia adottiva, Antonella Vigliani Bragaglia; spartiti musicali; programmi teatrali di sala relativi sia agli spettacoli di Bragaglia che ad altri teatri; fascicoli di carte amministrative di teatri e compagnie teatrali gestite da Bragaglia; copioni teatrali (di spettacoli messi in scena da Bragaglia, da collezione, a lui inviati); locandine, disegni, opere di grafica e bozzetti scenici; lastre fotografiche e positivi; materiale di studio (appunti, copie dattiloscritte) prodotto da Anton Giulio Bragaglia per articoli, conferenze e pubblicazioni varie; biblioteca specializzata in teatro, storia del teatro, danza e scenografia (il cui nucleo originale è stato ampliato negli anni di attività del Centro studi e comprende, accanto alle numerose monografie, diversi e importanti periodici); raccolte di vario materiale iconografico ordinato tematicamente; oggettistica varia; tesi su Anton Giulio Bragaglia.
  • Ordinamento e struttura
  • Le attività di ricognizione del fondo hanno consentito di distinguere le varie tipologie documentarie rappresentate e di selezionare corpus organici di documentazione al fine di individuare da subito alcune serie ben definite. Il fondo risulta dunque così strutturato: Serie: Corrispondenza L'ordinamento della serie segue un ordine cronologico. I fascicoli sono temporali e alcuni sono composti in sottofascicoli trimestrali o semestrali. La serie è interamente digitalizzata. Serie: Scritti La serie è organizzata in sottoserie rispettando l'ordine con il quale si è ricevuta la documentazione ss: Avanguardia ss: Cinema ss: Scenografia e scenotecnica ss: Danza ss: Costume e moda ss: Storia del teatro ss: Regia ss: Problemi del teatro ss: Conferenze ss: Maschere ss: Teatro popolare romano ss: Commedia dell'arte ss: Teatro improvviso e spontaneo ss: Miscellanea ss: Fascino dei castrati ss: Attori ss: Memorie Serie: Copioni La serie è organizzata in ordine alfabetico per autori, seguiti dai titoli dei singoli spettacoli Serie: Ricerca iconografica Le sottoserie rispecchiano l'ordine con il quale si è ricevuta la documentazione, ma la loro schedatura è ancora in fase di lavorazione ss: Scenografia antica ss: Scenografia moderna ss: Scenotecnica ss: Genti e paesi ss: Paesaggi ss: Roma e Grecia antiche ss: Roma dialettale ss: Roma ss: Maschere ss: Teatri ss: Spettacoli all'aperto ss: Attori ss: Danza ss: Volti e figure ss: Nudo nell'arte e nella realtà ss: L'uomo, studi di anatomia, chirurgia e anatomia ss: Scene di vita ss: Gesto: chiromanzia, chironomia ss: Pubblico a teatro ss: Musica ss: Pittura ss: Varie Serie: Apparato iconografico La documentazione, suddivisa in buste numerate e organizzata in ordine alfabetico per spettacoli, è interamente digitalizzata ss: Teatro sperimentale degli indipendenti di Roma, positivi ss: Teatro delle Arti di Roma, positivi ss: Lastre e negativi Serie: Rassegna stampa La serie è ancora in fase di riordinamento e lavorazione Serie: Biblioteca La serie è ancora in fase di riordinamento e lavorazione
  • Bibliografia
  • Anton Giulio Bragaglia, Memorie. Indipendenti e appunti cronologici (Cartellina 15) Lamberto Antonelli, Ernesto G. Laura, Nato col Cinema - Carlo Ludovico Bragaglia. Cent'anni tra arti e cinema, Roma, A.N.C.C.I., 1992 Mario Verdone, Anton Giulio Bragaglia, in «Bianco e Nero», anno XXVI n. 5-6, Roma maggio-giugno 1965, Centro Sperimentale di Cinematografia Mario Verdone, I fratelli Bragaglia, Roma, Lucarini, 1991 Ilaria Bettucci, Gli archivi di persona come luogo di convergenza interdisciplinare: il fondo "Anton Giulio Bragaglia" presso la Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea di Roma, Università La Sapienza, Facoltà di Lettere e Filosofia, Scuola di Specializzazione in Beni archivistici e librari, 2018-2019