"Baccara Luisa"
  • Livello
  • unità archivistica
  • Numero definitivo
  • 140
  • Data
  • 05 aprile 1938 - 21 aprile 1942
  • Soggetto produttore
  • Ojetti Ugo
  • Consistenza
  • docc.: 33
  • Descrizione
  • lettere, biglietti, telegrammi
  • Contenuto
  • Corrispondenza di Luisa Baccara a Fernanda e Ugo Ojetti: ventisei lettere (tre a Fernanda, ventuno a Ojetti, due di cui non è chiaro il destinatario), quattro biglietti (due a Fernanda e uno a Ojetti, uno senza destinatario), tre telegrammi.
    In una lettera (datata 5 aprile 1938) Luisa fa riferimento ad una vicenda che la tormenta; in una (datata 29 dicembre 1938) fa cenno alla trattativa legata alla "famosa sistemazione" in cambio della cessione di alcuni manoscritti" e racconta della permanenza a San Remo, dove si trova per motivi di salute, e del desiderio di avere un posto tutto suo dove "vivere fra i […] ricordi con Ariel e per Ariel". Accenna poi al fatto che, qualcuno, non abbia lasciato a lei "la cura di mettere tutte le sue carte in ordine", e che nessuno più di lei lo avrebbe fatto con "amore e devozione". Presumibilmente le carte di cui Luisa parla sono quelle di Ariel, ovvero Gabriele D'Annunzio, suo compagno. In un'altra lettera (datata 5 maggio 1939) scrive di una vicenda che la vede coinvolta, ma non potendo raccontarla di persona a Ojetti perchè deve accudire costantemente la madre, manderà un carissimo amico al suo posto. Luisa accenna allo stesso argomento in una lettera di poco successiva (datata 8 maggio 1939), indirizzata a "Memmi" (probabilmente Memmi Corcos); in una lettera senza data fa riferimento alla permanenza presso Memmi a Castiglioncello).
    Nella lettera (datata 10 giugno 1939) racconta ancora della "ingiusta" situazione in cui si trova, dell'umiliazione e delle amarezze. Fa riferimento poi alla "Principessa di Monte Nevoso", la moglie di D'Annunzio, Maria Hardouin, la quale "va dicendo che la loro sistemazione è avvenuta e che si trasferirà al Vittoriale per custodire le memorie sacre che non le appartengono", mentre a lei, "compagna di D'Annunzio nei buoni e cattivi giorni per venti anni" non è riconosciuto niente. In alcune lettere accenna alla "situazione" che non riesce a risolvere, in una (datata 27 aprile 1941) si rende più chiaro il riferimento, Luisa non riesce ad ottenere le sue cose, tra cui un pianoforte, che si trovano nella dimora in cui lei ha vissuto con D'Annunzio sino alla sua morte; in una successiva racconta di aver ricevuto una lettera in cui si dice che, la consegna dei beni che richiede, dovrà essere accordata dalla "Fondazione" e prega Ojetti di intercedere con una lettera ufficiale.
    In una lettera (s.d.) Luisa racconta ad Ojetti di aver avuto un confronto con Bottai, il quale parlerà a sua volta col "Capo", accenna poi ad una polemica nei confronti della "Fondazione" che le sembra "una cosa campata in aria", e si domanda cosa potranno fare per "l'Opera del Comandante"; spiega di aver offerto il suo aiuto alla Fondazione ma che le è stato risposto che non potranno parlarne finché sarà "creditrice dello Stato".
    In una lettera (s.d.) racconta che "il Ministro" desiderava che aiutasse nel lavoro di recupero dei manoscritti e delle carte del "Comandante"; Luisa conclude affermando: "nessuno però potrà sapere ciò che io so dei disegni del Comandante per i suoi lavori".
    Due delle lettere, di tipo amicale, a Fernanda e una ad Ojetti (non datate) sono scritte in un periodo in cui D'Annunzio è ancora in vita.
  • Unità di conservazione
    • tipo / valore Cassetta 7
    • Collocazione deposito fondi storici
    • Note Tre biglietti e due lettere sono scritti su carta blu; quindici lettere sono scritte su carta decorata a sinistra da un disegno, albero che si appoggia ad un altro, al di sotto del quale è scritto "Piegandomi Lego", un motto di D'Annunzio; una, dattiloscritta, indirizzata ad Ojetti di cui non si legge il mittente, su carta intestata "Prefettura di Brescia. Il vice prefetto vicario".
  • Immagini