II diario
  • Livello
  • unità documentaria
  • Numero definitivo
  • 2
  • Tipologia
  • Diario
  • Data topica
  • New York
  • Data
  • 03 giugno 1966 - 27 giugno 1966
  • Autore
  • Cintoli Claudio
  • Consistenza
  • pagg.: 136
  • Descrizione
  • volume di 27,5 x 21,5 cm con copertina rigida; pagine non numerate; interamente autografo. Alcune pagine sono state tagliate nettamente, probabilmente dall'artista stesso, riducendo di molto lo spessore del quaderno
  • Stato di conservazione
  • buono
  • Contenuto
  • Si tratta del secondo dei sette diari newyorkesi compilati da Cintoli durante il soggiorno americano. Sulla seconda di copertina sono riportati, scritti a penna dall'artista, firma e luogo di compilazione, identici a quelli presenti sul diario precedente. Le date di inizio e completamento non sono stavolta esplicitate allo stesso modo, ma i lavori sulla prima e sulla penultima pagina portano iscritto il giorno preciso in cui l'artista vi ha messo mano: rispettivamente il 3 giugno 1966 e il 27 giugno dello stesso anno. I tempi di stesura del volume sono quindi molto concentrati, rientrando in un arco temporale inferiore ad un mese.
    I contenuti, di conseguenza, afferiscono a poche tematiche, molto precise e tangenti tra loro. Una serie di pochi collage, verosimilmente propedeutici a lavori pittorici, occupa le prime pagine. Accanto a questi sono presenti numerose citazioni, di diversa natura: spiccano per frequenza, nel volume, quelle ricavate dal Candelaio di Giordano Bruno e dagli scritti di Leonardo da Vinci. Le estrapolazioni dal Candelaio, in apparenza enigmatiche, si inquadrano invece bene alla luce della loro coerenza tematica: sono incentrate su questioni amorose e perlopiù sessuali, con alcune focalizzazioni su parti del corpo. L'intero diario (che si configura stavolta come un vero e proprio sketch book) è infatti focalizzato su disegni di figure umane occupate in attività sportive, e perciò talvolta in atteggiamenti intimi. Una serie di "Esercizi", numerata progressivamente, è accompagnata da descrizioni ironiche del gesto tecnico in questione, virate in giochi di parole spesso tendenti alla volgarità verbale. La seconda parte del volume presenta invece numerosi schizzi, più o meno definiti, di giocatori di baseball e corridori. Quando non si accostano alle immagini, sono sporadicamente presenti nel quaderno racconti ironici, condotti attraverso una frequenza ossessiva di giochi di parole, che ne statuiscono la natura e ne dichiarano l'intento.
  • Lingua
  • italiano
  • Note
  • I tempi di completamento del volume sono molto brevi e l'ampio numero di pagine tagliate indica forse la volontà dell'artista di ricercare la massima coerenza possibile al suo interno, espellendo i lavori meno riusciti e quelli fuori contesto. Ne risulta un quaderno dalla concezione pressoché unitaria, benché necessariamente costretto nella sua naturale forma provvisoria, spesso propedeutica, e suscettibile della presenza di elementi poco coerenti. In vista di un ragionamento editoriale o di una indagine critica dei contenuti, va dunque tenuta presente la coerenza tematica del diario, che deve essere analizzato in blocco, senza cercare di rintracciare diverse focalizzazioni tematiche. Alcuni lavori, inoltre, possono essere isolati e ricondotti ai dipinti ultimati di cui possono essere stati fase progettuale (es. pattinatori).
  • Immagini