III diario
  • Livello
  • unità documentaria
  • Numero definitivo
  • 3
  • Tipologia
  • Diario
  • Data topica
  • New York
  • Data
  • 13 agosto 1966 - aprile 1967
  • Autore
  • Cintoli Claudio
  • Consistenza
  • pagg.: 104
  • Descrizione
  • volume di 35,5 x 27,5 cm con copertina rigida; pagine non numerate; interamente autografo. Alcune pagine sono state tagliate nettamente, probabilmente dall'artista stesso, riducendo di molto lo spessore del quaderno
  • Stato di conservazione
  • buono
  • Contenuto
  • Si tratta del terzo dei sette diari newyorkesi compilati da Cintoli durante il soggiorno americano. A differenza dei primi due, il presente non reca né firma né luogo di compilazione, che tuttavia è presumibilmente lo stesso. Sulla seconda di copertina è apposta la data in cui l'artista inizia a lavorarvi, ovvero il 13 agosto del 1966, mentre sulla terza di copertina ne esplicita il termine cronologico: «terminato Ap.[rile] 1967». Va segnalato, inoltre, che si tratta di uno dei sei taccuini (all'interno dei tredici complessivi) di dimensioni maggiori. Poiché la stesura dei quaderni, piccoli e grandi, si interseca senza un'apparente coerenza cronologica né contenutistica, si può dunque supporre che le diverse scelte dimensionali abbiano semplicemente a che fare con differenti intenti progettuali, i quali dovevano richiedere talvolta una maggiore ampiezza delle pagine.
    Il volume in questione non sembra essere stato concepito unitariamente e vi si possono riconoscere alcuni nuclei di sperimentazione stilistica e tematica. Le prime trenta pagine sono occupate da numerosi collages, costruiti su ampi ritagli di giornale e rotocalchi, che raggiungono a volte i margini del foglio. Come di consueto, le indicazioni lasciate a penna dall'artista indicano spesso la natura progettuale di queste composizioni, pensate nell'ottica di una successiva definizione pittorica, per lo più su tela (es. "l'arbitro"). Alcuni schizzi a penna intervallano a volte i collages.
    Segue una diversa serie di sperimentazioni grafiche, che utilizza stavolta la penna, la matita e in larga misura il pastello: in queste pagine l'artista ragiona secondo una logica disegnativa programmaticamente "infantile", accostandosi ai modi propri dei bambini.
    La seconda metà del diario presenta una natura più composita: vi si trovano ragionamenti sulle forme geometriche (alla luce di un'eventuale nuova versione degli scacchi), schizzi di animali, appunti progettuali e una lunga serie di sperimentazioni verbali sui giochi di parole, che riempie talvolta intere pagine. Altri giochi di parole, come di consueto, si accostano ai disegni e agli studi.
    In fondo al volume, un numero considerevole di pagine presenta tre diversi progetti per lavori d'animazione, più o meno sviluppati.
  • Lingua
  • italiano
  • Note
  • Come sottolineato, il diario può essere scomposto in nuclei tematici, dalla diversa natura progettuale. Una larga sezione - in particolare quella iniziale - deve essere ricondotta al lavoro pittorico dell'artista e confrontata con i risultati raggiunti in questo campo. Potrebbe essere interessante, inoltre, analizzare unitariamente i molti collages prodotti in questi anni, studiandoli non solo nella loro logica progettuale ma come sistema di lavoro a sé stante. Il considerevole numero di "racconti" e sperimentazioni verbali, incentrate sui giochi di parole, può essere facilmente ricondotto alle molte ricerche presenti negli altri diari, che vertono sullo stesso problema. Si può dunque pensare, nell'ottica di un'indagine critica sul lavoro di Cintoli, che anche questo tema possa essere isolato e studiato singolarmente, vista la centralità che occupa nei suoi scritti. Infine, i progetti per lavori d'animazione devono essere anch'essi presi in considerazione a partire dalle precedenti esperienze condotte in questo campo dall'artista, senza tuttavia escludere che possano intersecarsi con i ragionamenti di natura pittorica. Sembra dunque che il modo più opportuno di analizzare criticamente questi diari sia rintracciarne dei nuclei tematici e considerarli singolarmente, non all'interno dei singoli diari, ma in una prospettiva orizzontale che tenti di ragionare parallelamente sui diversi quaderni dal punto di vista unitario.
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