Camillo Innocenti
  • Livello
  • fondo
  • Data
  • 1846 - 1978
  • Descrizione fisica
  • docc 657; cc 843; file digitali 863 + 6 libri
  • Soggetto produttore
  • Innocenti Camillo
  • Storia istituzionale
  • Camillo Innocenti nacque a Roma, il 14 giugno 1871, secondogenito di Augusto, avviato architetto, e di Enrica Santarelli. Dopo il completamento degli studi classici nel 1887, il padre assecondò la sua vocazione artistica, affidandolo al pittore L. Seitz, amico di famiglia. Quest'ultimo, epigono nazareno e dal 1887 ispettore dei Musei Vaticani, lo sollecitò alla copia degli antichi maestri e lo tenne due anni come suo assistente agli affreschi della galleria dei Candelabri nel Museo Pio Clementino e in S. Maria dell'Anima. Intorno al 1889-90, Innocenti entrò in contatto con Domenico Morelli e instaurò una duratura amicizia con Antonio Mancini. Nel 1893 esordì alla mostra romana della Società degli amatori e cultori e l'anno seguente vinse il premio della Congregazione dei Virtuosi al Pantheon. Partecipò inoltre alla Grosse Kunstausstellung di Berlino e soggiornò a Venezia. Nel 1898 conobbe Ettore Tito e nello stesso anno vinse all'unanimità il pensionato artistico nazionale con il quadro storico Il giuramento di Pontida. Nel 1901 compì il viaggio di istruzione all'estero, previsto dal pensionato, in Spagna, studiando assiduamente D. Velásquez al Prado e nel 1902 espose una serie di quadri sul folclore andaluso con il titolo Impressioni di Spagna alla mostra degli Amatori e cultori. Nello stesso anno espose al Salon di Parigi, ricevendo una menzione d'onore e l'anno successivo esordì alla Biennale di Venezia. Nel 1904 vinse una medaglia d'oro alla Louisiana Purchase Exposition di Saint Louis con il soggetto rusticano Canzone ciociara che, riproposto nel 1906 agli Amatori e cultori, gli valse anche il premio di Roma. Sempre nel 1904 un altro bozzetto ciociaro, Bambina che ascolta le favole, esposto a Senigallia, ricevette la medaglia d'argento del Ministero della Pubblica Istruzione. Nel 1904 divenne socio del Gruppo dei XXV della Campagna Romana e realizzò alcuni dipinti sull'Agro Romano. In quell'anno soggiornò a Roccaraso, in Abruzzo, alla ricerca di nuove scene di vita contadina presentandone due alla Biennale di Venezia del 1905: In piazza e Sui monti d'Abruzzo. Soggiornò poi a Scanno e presentò le opere lì eseguite all'Esposizione nazionale di Milano. Tale interesse lo portò nel 1909 anche in Sardegna nel paese di Osilo dove dipinse In Sardegna: Osilo, esposto alla Biennale del 1909. Ma i soggetti popolari lasciavano il passo all'iconografia della donna elegante e mondana come i tre quadri esposti nel 1907 alla Biennale di Venezia, Il gioiello, Alla toeletta e Zampetta malata. La Biennale del 1909 fu la sua consacrazione con una personale di venti quadri tra i quali La visita, La Lettura e Dopo il bagno, diventando un interprete del gusto della belle époque. Nel 1908 si sposò a Roma con Ida Cittadini (1879-1939) e raggiunse intorno al 1910 il vertice del successo, apprezzato dall'alta società, dal mercato internazionale e sempre più inserito nel sistema ufficiale dell'arte. Già membro della commissione italiana all'Esposizione universale di Bruxelles del 1910, dove ottenne una medaglia d'oro per Donna che si pettina, nel 1911 venne nominato accademico di S. Luca. Fu inoltre commissario dell'Esposizione internazionale di Roma del medesimo anno dove espose otto quadri influenzati da un soggiorno parigino dei mesi precedenti. Nel 1911 lo studio dell'Innocenti in via di San Basilio, nel quartiere Ludovisi fu uno dei luoghi di dibattito in cui maturò la frattura degli artisti moderni dalla Società degli amatori e cultori e quando nel 1912 fu costituita la Secessione, egli fu eletto membro del consiglio direttivo. A Parigi ebbe uno studio in avenue des Ternes e organizzò una personale nell'aprile del 1913 alla galleria Bernheim Jeune. Innocenti intrattenne corrispondenze e relazioni con artisti e letterati di primo piano, con attori, personaggi del cinema e della danza e, anche grazie al suo soggiorno parigino e un viaggio a Londra, entrò in contatto con la mondanità artistica internazionale. Alla Secessione del 1914 ebbe una personale con diciannove quadri recenti tra cui La Sultana. Richiamato alle armi nel 1915-18 prese parte come sottotenente alla prima guerra mondiale. L'anno seguente cominciò a collaborare alle scenografie e ai costumi di film di ambientazione storica come Redenzione: Maria Magdalena e I Borgia e più tardi il colossal Ben Hur, Cirano de Bergerac, I promessi sposi e Madame Sans-Gêne. Nel 1923 allestì una personale al Circolo italiano di Alessandria d'Egitto ed ebbe una sala personale alla II Biennale romana, dove espose tredici opere ispirate dal viaggio africano. Due anni dopo Innocenti partecipò al concorso indetto dal Ministero della Pubblica Istruzione egiziano per un posto di direttore della istituenda Scuola di Belle Arti de Il Cairo, segnalatogli da Arduino Colasanti. Vincitore, l'artista si trasferì in Egitto e si adoperò per la nascita dell'Accademia, avvenuta nel 1928 e di cui tenne la direzione fino al 1937. I compiti di Innocenti al servizio reale furono molteplici: oltre alla direzione, fu insegnante di pittura nella Scuola, e godendo dell'amicizia personale di re Fuad, eseguì undici ritratti del sovrano, altri del figlio, della regina e dei notabili della corte, effettuò disegni preparatori per tappeti e eseguì copie di miniature dei manoscritti persiani della Biblioteca Kediviale. Inoltre ricevette illustri personaggi in visita in Egitto e realizzò quadri per la regina Nesla, accompagnandola anche nei musei e alle mostre. Dipinse molto in quegli anni, cimentandosi in scene di vita popolare egiziana, paesaggi, truppe reali sui cammelli, cavalli, oggetti ornamentali, tappeti e vasi. In un primo momento l'artista visse in un lussuoso locale de Il Cairo, Celestino (hotel, ristorante, cinema) dove nel 1926 conobbe la cassiera del cinema Anna della Toffola (1897-1989), friulana emigrata in Egitto nel 1923 e sposata con un meccanico della Shell, Attilio Oreste Piazzani (1884-957) di Castiglion Fiorentino, con il quale ebbe una figlia, Luigina Giorgina Piazzani (Luisa, 1924-2006). Innocenti era ricco, aveva molto lavoro ed era stimato, così quando nel 1927 Anna si offrì come governante, affittò un appartamento di una via elegante della città, Shaia Kasr el Nil, accettando anche la presenza di Luisa, che crescerà come figlia e di cui eseguirà numerosi ritratti. Da questo momento la vita dell'artista, chiamato in casa Mimmo, sarà legata a quella dei Piazzani fino alla morte. Ma anche se il ruolo di direttore dell'Accademia era prestigioso, gli anni in Egitto lo isolarono culturalmente dal contesto italiano ed europeo, unico contatto con l'Italia la partecipazione alla III Quadriennale di Roma (1939). Innocenti tentò di uscire da questo esilio dorato rivolgendosi a diversi personaggi influenti, primo tra tutti a Ugo Ojetti, amico d'infanzia e suo interlocutore prediletto, essendo venuto a conoscenza di un posto vacante di pittore nella classe Arti dell'Accademia d'Italia, ma il progetto desiderato purtroppo non si realizzò. Il pittore compì diversi viaggi a Roma soprattutto in seguito all'aggravarsi della malattia della moglie Ida Cittadini che morì il 3 novembre del 1939. Innocenti con il precipitare degli eventi bellici tornò in Italia ma la guerra e i cambiamenti storici e sociali avevano cancellato il mondo di cui egli era interprete. La partenza di Innocenti coinvolse anche la vita della famiglia Piazzani. Luisa quattordicenne tornò in Italia, a Milano e a Venezia, dove proseguì gli studi in convento. Anna lavorò come cuoca in una compagnia di navi sul Nilo fino al 1939, quando accettò la proposta dell'artista di fargli da collaboratrice domestica a Roma, mentre il marito Attilio rimase in Egitto fino al 1940. Una clausola testamentaria avrebbe lasciato Anna della Toffola erede universale di Innocenti se ella avesse continuato ad accudirlo fino alla morte. Innocenti vendette l'appartamento a Roma e la villa fuori porta per saldare i debiti della moglie e liquidare la figlia Enrichetta (figlia di Ida Cittadini e legittimata dall'artista nel 1911) con la quale i rapporti non erano mai stati molto stretti. Insieme ad Anna e Luisa visse prima in un appartamento in via G. Belli 60 e poi a Lungotevere Testaccio. Anna e Luisa nel 1942 si trasferirono a Mestre, dove con i risparmi di Attilio, avevano acquistato una casa doganale. Non furono anni facili quelli della guerra per l'artista, disoccupato in quanto avverso al regime fascista e in gravi difficoltà economiche decise di raggiungere la famiglia Piazzani prima a Mestre (1942-43) e poi a Riccione (1943-49). Nel gennaio del 1945, su invito dell'Education HQ 86 Army, ottenne una personale a Rimini. A dicembre del 1945 Luisa sposò un soldato inglese Edward Rupert Zenthon, detto Ted e si trasferì a Londra, dove Anna e l'artista nel 1949 li raggiunsero per un lungo soggiorno. Anna nel 1950 tornò in Italia e andò a lavorare a Venezia mentre Innocenti rimase a Londra presso l'appartamento di un amico italiano. L'anno successivo Anna tornò a Roma, dove acquistò una casa in via delle Cave 65 dove l'artista la raggiunse. Il 26 giugno 1951 il quotidiano romano "Il Tempo" lancia un appello per indurre il governo italiano a sostenere finanziariamente l'artista che ottenne così una pensione a vita e nel 1954 si costituì un Comitato di onoranze per Innocenti. Nonostante due mostre personali romane, nel 1954 alla Galleria Galdi e nel 1957 alla Galleria d'arte San Marco, e l'invito ufficiale nel 1955 alla VII Quadriennale d'arte di Roma, l'artista versò in difficili condizioni economiche. Nel 1959 l'artista scrisse il volume autobiografico Ricordi d'arte e di vita. Quasi sette mesi dopo, il 4 gennaio 1961, Innocenti morì all'ospedale San Camillo di Roma.
  • Modalità di acquisizione
  • Il Fondo è stato donato da Ann Zenthon Gimpel, figlia di Luigina Giorgina Piazzani (Luisa) tramite il Dr. Fosco Rocchetta, con verbale di consegna datato 18 gennaio 2016.
  • Contenuto
  • Il Fondo, proveniente dalla famiglia di Anna della Toffola Piazzani, erede universale di Innocenti, raccoglie in modo particolare la documentazione legata all'artista nel periodo che va dal suo trasferimento in Egitto al suo ritorno in Italia e a quella che sarà, dopo la morte della moglie Ida Cittadini, la sua famiglia. L'archivio conserva la corrispondenza di Innocenti, anche precedente a questo periodo, con artisti, intellettuali e istituzioni varie, documenti legati sia alla sua vita privata che a quella professionale, una piccola collezione di autografi e di cartoline, alcuni cataloghini, libri, opuscoli e riviste e alcuni ritagli stampa. Conserva inoltre dei ritratti dell'artista e alcune foto di gruppo. Una sezione consistente è costituita dalle riproduzioni di molte sue opere, prodotte forse in vista di un catalogo ragionato. Impreziosisce l'archivio il nucleo di lettere manoscritte, spesso acquerellate che Innocenti scrive principalmente a Luisa, figlia di Anna e i disegni, a volte schizzi in gran parte non datati ma riconducibili quasi tutti al periodo in cui l'artista vive a Riccione (1943-49), e successivamente negli anni '50 a Roma.
  • Ordinamento e struttura
  • Si è cercato di mantenere l'ordine con il quale la documentazione era stata conservata, raggruppandola in maniera più coerente in base alle diverse tipologie. Il Fondo, interamente digitalizzato, è così strutturato: Serie 1: Artisti, enti e istituzioni Serie 2: Lettere e disegni familiari Serie 3: Documenti Serie 4: Materiale a stampa Serie 5: Immagini
  • Strumenti archivistici
  • Inventario a cura di Clementina Conte, Roma, 2020. Il fondo è stato interamente digitalizzato al fine di permetterne una migliore conservazione sostituendo la consultazione cartacea.
  • Bibliografia
  • Nota biografica tratta anche da: - http://www.treccani.it/enciclopedia/camillo-innocenti_(Dizionario-Biografico) - Maria Catalano e Stefania Gagliardini (a cura di), Acquarelli e pastelli di Camillo Innocenti: opere inedite da una collezione privata, Roma, Gangemi editore, 2014