"Aleramo Sibilla (scrittrice)"
  • Livello
  • unità archivistica
  • Numero definitivo
  • 43
  • Data
  • 24 ottobre 1906 - 7 gennaio 1936
  • Soggetto produttore
  • Ojetti Ugo
  • Consistenza
  • docc.: 27 , cc.: 28
  • Descrizione
  • lettere, cartoline, buste, biglietti, ritagli stampa
  • Contenuto
  • Lettere di Sibilla Aleramo a Ugo Ojetti: ventuno lettere, tre cartoline, due biglietti e una busta da lettera.
    Nella prima lettera (datata 24 ottobre 1906), la Aleramo, chiede ad Ojetti se avrà la pazienza di leggere "il penoso libro" che ha deciso di pubblicare, informandolo che gli manderà la prima parte, nella speranza che "lei sormonterà la noia di alcune parti e troverà che il libro ha in sé una ragione di vita"; continua spiegando che "lo pseudonimo è una necessità" e raccomanda ad Ojetti di mantenere il riserbo sulla sua vera identità. La lettera è firmata, infatti, a differenza di tutte le altre, Rina Faccio. In una lettera (datata 5 marzo 1907) fa riferimento ad una certa "Sybilla" che "fa versi", di cui ha letto su "Il Marzocco" ed esorta Ojetti a chiedere ad Adolfo Orvieto, direttore della rivista, informazioni sulla donna esortandola a cambiare nome. Sulla busta della medesima lettera è scritto, presumibilmente da Ojetti, un appunto rivolto ad Orvieto (" Caro Adolfo leggi questa lettera e mandami una risposta con l'autografo! Per Lucio D'Ambra puoi far niente? Ti ha parlato Angiolo? Tuo Ugo"). In una lettera (datata 29 novembre 1914) chiede ad Ojetti di appoggiare una "circolare", e di farle avere l'indirizzo "del nostro buon vecchio Rodin", che si troverebbe in Italia, non avendo più avuto contatti con lui, in seguito allo scoppio della Guerra. In una lettera (datata 19 marzo 1926) ringrazia per la cortesia con la quale Ojetti parla del suo "grande e bel nome" e prende nota che più del suo le "è sembrato grande e bello il nome della signora Lyna Pietravalle Bacchelli" invitata a collaborare al "Corriere". In una (datata 7 novembre 1929) fa riferimento all'indugio, da parte di Ojetti, a recensire su "Pegaso" le sue Poesie, lo invita a leggere alcuni suoi scritti e a farle visita, qualora dovesse trovarsi a Roma, nella sua "dimora (bohème, però con telefono e … bagno!)", la visita potrebbe servire ad Ojetti a prendere "qualche nota per una Cosa vista" quando lei sarà "in regni migliori".
    Anche in altre lettere Sibilla Aleramo sollecita Ojetti a scrivere di lei sul "Corriere della Sera" e su "Pegaso", polemizzando a volte contro la riluttanza di lui nel farlo.
    In una lettera (datata 29 marzo 1931) fa riferimento al "materiale" per "la rivista", spiegando che quello manoscritto è "più spirito che materia" mentre quello dattiloscritto è la trascrizione di una vecchia conferenza. Espone poi il progetto di creare una fondazione a favore delle donne scrittrici e poetesse d'Italia, la necessità di trovare un "mecenate", al quale verrebbe intitolata la fondazione, che versasse un milione, mentre una rendita annuale verrebbe versata ad Ada Negri e alla stessa Sibilla fino alla loro morte, e in seguito ad altre scrittrici nominate "dall'Accademia". Chiede pertanto ad Ojetti di aiutarla a trovare qualcuno che offra la cifra necessaria. In una lettera (datata 5 marzo 1935) scrive che il "comune amico Farinelli" proporrà nella "prossima adunanza dell'Accademia" il suo nome per il "Premio Mussolini" e spera che anche Ojetti possa farle avere il suo voto. In una lettera (datata 20 dicembre 1935) racconta di essere ricoverata in una clinica per volontà di "S. M. la nostra Regina" informata della sua malattia e della sua solitudine "nella mia soffitta di di Via Margutta (che Lei Eccellenza non ha mia voluto vedere, e forse ha avuto torto)". In una lettera (datata 7 gennaio 1936) fa riferimento al "Capo del Governo" che le ha garantito la pensione di mille lire al mese che le consentono di vivere.
    In una lettera (datata 24 novembre 1933) riporta incollato un ritaglio stampa, proveniente da "Nouvelles Litteraires" del 18 novembre 1923.
    Dodici lettere sono scritte da Roma (alcune dal n. 42 di via Margutta), una da Positano, una da Capri e una da Milano.
  • Unità di conservazione
    • tipo / valore Cassetta 3
    • Collocazione deposito fondi storici
    • Note Una lettera è scritta su carta intestata "Sibilla Aleramo", il nome è contenuto all'interno di un disegno. Una lettera è scritta su carta intestata "Hotel Elisée Rome"; una "Clinica Quinsiana. Via Giacomo Porro 5, Roma"; una "Hotel Manfredi Pagano. Capri (Napoli)"; una "Stella Romana. Positano". Cinque lettere sono scritte su carta celeste, un biglietto su carta lilla. Due cartoline hanno per soggetto due vedute, una il fotoritratto di Sibilla Aleramo eseguito da Anton Giulio Bragaglia. Si segnala inoltre, nel fascicolo di Giovanni Cena, una lettera scritta sia dal corrispondente che dall'Aleramo.
  • Immagini