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Pippo Rizzo
struttura dell'archivio

L' Archivio Pippo Rizzo è il frutto di una stratificazione di storie e di generazioni. Inizia il suo percorso all'inizio degli anni Venti del Novecento con lo stesso artista che comincia una raccolta ordinata di documenti che lo riguardano, principalmente materiale a stampa, per infittirsi di fotografie e cataloghi dagli anni Trenta in poi. Alla morte di Rizzo, nel 1964, il testimone della sua conservazione e tutela passa prima alla moglie Maria Carramusa, e poi alle figlie Elica ed Alba, quest'ultima in particolar modo ha proseguito con dedizione un minuzioso lavoro di raccolta, conservazione e divulgazione scientifica di tale materiale. Dal 2013, a seguito della morte delle sorelle Rizzo, gli eredi, Riccardo Gueci, Sergio Amorello e Giulia Gueci, hanno costituito un'associazione culturale, denominata per l'appunto Archivio Pippo Rizzo, con l'obiettivo di perseguire le azioni di ricognizione, raccolta e riordino del fondo archivistico al fine di assicurare una corretta tutela e valorizzazione tanto del nome di Rizzo quanto della sua produzione artistica. In quest'ottica e con l'intento di ampliare e rafforzare le possibilità di approfondimento e ricerca della sua attività, nel 2022 l'Archivio nella sua interezza, fino a quel momento conservato a Palermo in due sedi differenti, è stato riunito e donato alla Galleria Nazionale di Roma, in modo da permettere una conservazione più opportuna e a lungo termine, favorendone inoltre la conoscenza a 360 gradi ai fini di studio e ricerca.

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