Umberto Prencipe
  • Livello
  • fondo
  • Data
  • 16 marzo 1887 - 10 giugno 1989
  • Descrizione fisica
  • ua 684; docc 3914; cc 4848
  • Soggetto conservatore
  • Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea
  • Soggetto produttore
  • Prencipe Umberto
  • Storia istituzionale
  • Umberto Prencipe nasce a Napoli il 14/07/1879 da Gaetano Prencipe, direttore di case penali, e Amalia Joele, entrambi napoletani, ma viene denunciato allo stato civile il giorno 16. Insieme alla famiglia segue nel corso degli anni il padre nei frequenti trasferimenti (Capraia, Reggio Calabria, Campobasso, Volterra, Pozzuoli, Roma, Lucca, Nisida) vivendo sempre all'interno delle carceri. Nel 1895 si stabilisce a Roma con la madre e la sorella, mentre il padre viene chiamato a dirigere il carcere di Castiadas in Sardegna. Due anni più tardi si iscrive all'Accademia di belle arti dove segue i corsi di figura di Dario Querci e di ornato disegnato con Giuseppe Cellini. Nel 1899 entra a far parte dell'Associazione artistica internazionale e, contemporaneamente, frequenta lo studio del russo Claudio Stepanoff. Lasciata nel 1900 l'Accademia di belle arti, prende uno studio sulla via Cassia, maturando la scelta di dedicarsi esclusivamente al paesaggio. Nel 1903 prende uno studio a via Margutta e nel 1904 esordisce alla mostra romana degli Amatori e Cultori con il dipinto Ore solenni, (disperso) che viene incluso negli acquisti reali. Visita Orvieto e Narni, dove inizia il quadro Clausura, esposto nel 1905 agli Amatori e Cultori, che attira le attenzioni del pubblico e degli artisti romani (Balla, Boccioni, Severini) e viene acquistato dalla Galleria nazionale d'arte moderna. Nel marzo del 1905 si trasferisce ad Orvieto, dove rimane fino al 1910 dedicandosi soprattutto all'incisione. Espone alle mostre dagli Amatori e cultori e dell'Associazione degli artisti italiani a Firenze, e nel 1906 partecipa con il trittico Empirismo all'Esposizione internazionale di Milano. La critica gli riserva numerose attenzioni e Federico Hermanin gli dedica un lungo articolo. Dal gennaio del 1910 fino al giugno dell'anno seguente soggiorna a Roma, dove nell'ambito delle manifestazioni per l'Esposizione internazionale del 1911, esegue insieme a Vittorio Grassi vedute da disegni antichi per la mostra retrospettiva di topografia romana a Castel Sant'Angelo. Negli anni successivi è presente a esposizioni internazionali (Buenos Aires 1910, Barcellona 1911, Amsterdam 1912, Biennale di Venezia 1912 e 1914), fa parte dal 1910 dell'Associazione italiana acquafortisti e incisori, e come incisore viene premiato nel 1912 (medaglia d'argento della Società di belle arti di Firenze) e nel 1914 (medaglia vermeil alla I Esposizione internazionale della grafica di Lipsia). Partecipa inoltre alle mostre della Secessione romana (1913, 1914), di cui fa parte del comitato promotore, alla Mostra giovanile nazionale di belle arti di Napoli (1912), allestisce personali a Roma (Lyceum, 1912; Circolo Artistico, 1913) e a Firenze (Lyceum, 1914). Nel 1914 si trasferisce a Lucca, dove tiene per un anno la cattedra di incisione all'Accademia di belle arti. Partecipa nel 1915 alla Mostra dell'incisione italiana alla Permanente di Milano, nel 1916 all'Esposizione d'incisione italiana a Londra e alla Promotrice di Firenze, nel 1917 alla II Mostra d'arte moderna a Forte dei Marmi, mentre nel 1918 tiene una personale a Milano alla Galleria De Conciliis. Pur continuando ad esporre nelle mostre dedicate all'incisione, dal 1917 si dedica solo alla pittura. Vive di nuovo stabilmente ad Orvieto dal 1921 al 1926, anno in cui si trasferisce a Roma, in via Adige. Fino al 1942 mantiene comunque lo studio orvietano nel convento non officiato di Sant'Anna. Numerose le esposizioni a cui prende parte in questo periodo, tra cui: le mostre del Gruppo romano incisori artisti, del quale è tra i soci fondatori, la Biennale romana (1921, 1923, 1925), la Biennale di Venezia (1924, 1934, 1936), la II Mostra internazionale di arti decorative a Monza (1925), l'Esposizione internazionale per l'incisione moderna a Firenze (1927), la Quadriennale del 1935, il Premio orvieto (1939), diverse sindacali dell'Umbria e del Lazio e fino a tutti gli anni cinquanta, la maggior parte delle rassegne dedicate all'incisione che la Calcografia organizza in Italia e all'estero. Nel 1927 con il quadroSole d'inverno (Terni, Amministrazione provinciale) vince il premio per il paesaggio al concorso di pittura dell'Associazione nazionale degli artisti di Firenze, nel 1931 vince la medaglia d'argento del Ministero dell'educazione nazionale per l'incisione Mattino Romano e per il dipinto Fine d'estate. Tiene inoltre diverse personali: nel 1922 a Roma alla Galleria d'arte di Ugo Jandolo presentato da Federico Hermanin, nel 1923 a Napoli presso la Compagnia degli Illusi, nel 1924 a Livorno presso la Bottega d'Arte presentato da Roberto Papini, nel 1927 a Milano alla Galleria Pesaro ancora presentato da Papini, nel 1929 a Roma alla Camerata degli artisti presentato da Remigio Strinati e a Napoli al Circolo artistico politecnico, nel 1931 a Roma a Palazzo Doria, nel 1932 a Livorno alla Bottega d'Arte. Nel 1932 ottiene la nomina alla cattedra di incisione all'Accademia di belle arti di Napoli e alla fine del 1936 ottiene il trasferimento all'Accademia di Roma, dove insegna fino al 1949. Riprende dal 1933 al 1941 ad incidere. Nel 1927 entra a far parte dell'Accademia dei pittori e scultori di Madrid e nel 1937 è nominato accademico di San Luca. Nel 1961 con il disegnoVecchie case a Frascati, vince il premio acquisto per la grafica alla III Rassegna di arti figurative di Roma e del Lazio. Nel dopoguerra riduce di molto la sua attività espositiva: partecipa a Roma alla Mostra d'arte nella vita del Mezzogiorno d'Italia (1953) e alla Rassegna di arti figurative di Roma e del Lazio (1958, 1961) a Napoli alla Rassegna delle arti figurative del Mezzogiorno (1953), dove gli viene dedicata una personale, il Premio Orvieto (1947). Nel 1950 tutta la sua produzione grafica viene esposta alla Calcografia nazionale, con presentazione di Carlo Alberto Petrucci. Tiene ancora mostre personali: nel 1952 a Losanna al Teatro Municipale, presentato da Federico Hermanin e nel 1955 a Napoli alla Galleria Medea. Nel 1946 diventa membro della Pontificia accademia dei virtuosi al Pantheon e entra tra gli accademici di merito residenti dell'Accademia di San Luca. Nel 1957 il Ministero della pubblica istruzione gli conferisce la medaglia d'oro per i Benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte. Muore a Roma il 22 gennaio 1962.
  • Storia archivistica
  • L'archivio è stato in effetti conservato a lungo presso la casa della figlia, signora Giovanna, e solo nel luglio del 2007, vista l'avanzata età della signora, depositato presso la Soprintendenza.
  • Modalità di acquisizione
  • Donazione della figlia Giovanna formalizzata nel 1997 con una valutazione pari a 5.000.000 di lire.
  • Contenuto
  • La documentazione del fondo Umberto Prencipe è stata suddivisa in tre Serie:
    1. Corrispondenza di Prencipe con artisti e critici della prima metà del Novecento, con vari Enti, e con persone familiari
    2. Documenti riguardanti la sua attività artistica e lavorativa
    3. Documentazione varia come appunti, attestati, documenti anagrafici, militari e pensionistici, raccolte di cartoline, ricevute varie, tessere, ricordi familiari.
  • Ordinamento e struttura
  • Serie 1: Corrispondenza sottoserie 1: Artisti e critici sottoserie 2: Enti sottoserie 3: Familiari sottoserie 4: Corrispondenti non identificati Serie 2: Attività sottoserie 1: Documentazione artistica sottoserie 2: Documentazione lavorativa Serie 3: Documenti vari sottoserie 1: Personali sottoserie 2: Altro La schedatura è in corso nella serie 1; è ultimata nelle altre serie.
  • Strumenti archivistici
  • Indice cartaceo orientativo redatto dalla figlia di Umberto Prencipe, Giovanna. Ordinamento, indicizzazione e schedatura in corso a cura di Clementina Conte. Prima pubblicazione sul WEB anno 2012.
  • Bibliografia
  • S. Spinazzè, Umberto Prencipe, Arte-Cultura-Sviluppo Srl, Orvieto 2008; Umberto Prencipe (1879-1962). Un'estetica del silenzio tra Simbolismo e Cultura crepuscolare, a cura di S. Spinazzè, introduzione di B. Mantura, catalogo della mostra, Roma, Galleria Carlo Virgilio, ottobre-novembre1998, Roma 1998; Umberto Prencipe, 1879-1962 realtà e visione, a cura di Teresa Sacchi Ladispoto e Sabrina Spinazzè, Roma, Palombi Editori, 2009
  • Immagini