Fabio Mauri, "Senza ideologia"
  • Livello
  • unità archivistica
  • Data
  • 09 dicembre 1975
  • Soggetto produttore
  • Ferraria Daniela
  • Consistenza
  • docc.: 16 , cc.: 35
  • Descrizione
  • dattiloscritti, cartolina d'invito, fotocopia cartolina d'invito, fotocopia copertina editoriale, cartolina del Centre d'Art Contemporain, fotografie, fotocopia prefazione libro
  • Contenuto
  • Performance dal ciclo "Oscuramento" in collaborazione con il Teatro in Trastevere.

    - Dattiloscritto di Daniela Ferraria in cui viene descritta la performance 'Senza ideologia' di Fabio Mauri
    - Dattiloscritto di Fabio Mauri in cui viene descritta la performance e come doveva svilupparsi
    - Dattiloscritto che elenca la carriera artistica di Fabio Mauri
    - Cartolina d'invito alla performance a Teatro in Trastevere
    - Fotocopia del recto e del verso della cartolina d'invito
    - Fotocopia della copertina editoriale della mostra antologica di Fabio Mauri alla Galleria Nazionale
    - Cartolina della performance 'Senza' del 1978 al Centre d'Art Contemporain
    - Sette fotografie di cui quattro originali e tre ristampe postume
    - Fotocopia della prefazione a cura di Umberto Eco del libro ' Fabio Mauri: ideologia e memoria
  • Unità di conservazione
    • tipo / valore Faldone 3
    • Collocazione deposito fondi storici
    • Stato di conservazione buono
    • Note Mauri Il secondo lavoro al Teatro in Trastevere era un "azione" di Fabio Mauri. Fu molto impegnativa da un punto di vista organizzativo poiché coinvolgeva varie persone. Il titolo era "Senza ideologia" e faceva parte del ciclo "Oscuramento". Il teatro era tutto dipinto di nero, come una scatola buia, nell'oscurità dei fasci di luce proiettavano delle immagini su degli oggetti e su delle figure. Le scene erano tratte da importanti film storici. La prima volta questa stessa azione era stata realizzata a Bologna e la persona su cui era proiettato il film " il Vangelo secondo San Matteo" era Pasolini. A Roma fu realizzato questo lavoro nel teatro in Trastevere, Pasolini era appena morto, e la proiezione avvenne sulla sua maglietta. Nel locale c'era un profondo buio, il percorso da fare era sinuoso e guidati dalla luce delle proiezioni si raggiungevano altre immagini dei film, scene di Dreier si intravedevano sulla faccia di Maria Carta che cantava e altre sui corpi di uomini nudi, era come se vi fossero varie stazioni, varie soste. Alcune proiezioni erano su degli oggetti: sulla superficie bianca di un secchio di latte, e ancora sul un ventilatore che ruotando le pale spezzava l'immagine e univa il rumore metallico al sussurro lamentoso della cantante. Molti anni dopo Mauri ha chiuso la sua mostra antologica alla G.N.A.M ricreando questa sua opera, ma il clima nello spazio del museo molti anni dopo era molto diverso.
  • Immagini