"Progressiva - La gestione del colore"
  • Livello
  • unità archivistica
  • Data
  • 05 marzo 1976
  • Soggetto produttore
  • Ferraria Daniela
  • Consistenza
  • docc.: 49 , cc.: 76
  • Descrizione
  • dattiloscritti, fotocopie, fotografie, negativi, riproduzioni grafiche opere, dépliant, testo critico, CD-ROM, bozza catalogo, traduzione testo, pagina a cura di Cortenova
  • Contenuto
  • - Due copie del dattiloscritto di Daniela Ferraria dove viene descritto l'allestimento della mostra e il suo intento
    - Dattiloscritto di Giorgio Cortenova - curatore della mostra - in cui viene descritto minuziosamente l'intento programmatico della mostra
    - Due fotocopie: la prima in cui troviamo la locandina della mostra, la seconda in cui vi è fotocopiato esclusivamente l'incipit del dattiloscritto di G. Cortenova
    - Sei fotografie: quattro di queste riproducono esclusivamente le opere (senza alcun contesto spaziale) nelle altre due troviamo parte dell'allestimento in galleria
    - Ventitré fotografie di diverso formato
    - Cinque negativi di un'opera, di cui uno all'interno del contesto della galleria
    - Sette riproduzioni grafiche di alcune opere
    - Dépliant pieghevole per la mostra ‘Progressiva' del 1976
    - Testo critico a cura di Giorgio Cortenova del febbraio 1976
    - CD-ROM con materiale vario sulla mostra
    - Bozza del catalogo per la mostra con annotazioni manoscritte si grafica con testo di Giorgio Cortenova
    - Pagina a cura di Giulio Cortenova
    - Traduzione del testo di Giulio Cortenova con annotazioni e correzioni manoscritte
  • Unità di conservazione
    • tipo / valore Faldone 3
    • Collocazione deposito fondi storici
    • Stato di conservazione buono
    • Note La gestione del colore: "La Gestione del colore" curata da Giorgio Cortenova fu una mostra progressiva realizzata in vari tempi, si proponeva un raffronto sul tema del colore o meglio sul monocromo. In quegli anni '70 c'era una grande attenzione per quella che fu chiamata "pittura pittura" l'artista esprimeva la sua ricerca nell'esaminare le componenti essenziali del linguaggio pittorico, la superficie, il supporto, la struttura. La tendenza era stata teorizzata da Filiberto Menna nel saggio "La Linea Analitica" e aveva riscontri anche in artisti francesi e tedeschi. La mostra era divisa in quattro parti: il bianco con Erben, il nero con Paatz, il grigio con Cotani e Richter e il colore con Verna e Poons. Le esposizioni si susseguivano creando una "staffetta" tra gli artisti, scelti dal curatore che aveva scritto un testo per il catalogo che purtroppo non fu pubblicato. Erano presenze indicative di un vasto panorama internazionale in modo particolare la presenza di un artista come Richter fu una novità per Roma. In occasione di questa mostra Paolo Cotani, ricordo che lo avevo incontrato altre volte ma in occasione della mostra "La Gestione del colore" mi fu di grande aiuto, lo chiamai molto allarmata perché togliendo dall'involucro dell'imballaggio le opere di Jurghen Paatz, trovai molto colore caduto come se vi fosse stata una perdita di pigmento. Era una caratteristica dell'autore che accettava la casualità del cambiamento dell'opera dovuta all'uso, era nella sua poetica ma io ignoravo tutto questo e mi spaventai. Cotani conosceva bene questi lavori poiché avevano fatto delle mostre insieme in Germania e mi tranquillizzò.
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